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Il Teatro della Cometa: storia e origini

Mimì Pecci Blunt sul palcoscenico del Teatro della Cometa

Mimì Pecci Blunt sul palcoscenico del Teatro della Cometa Roma 1960 Foto di Slim Aarons/Getty Images

Teatro della Cometa - Locandina per gli incontri culturali del mese di marzo, 1960

Locandina per gli incontri culturali del mese di marzo, 1960

Teatro della Cometa - Foto di scena Le Trame deluse di Domenico Cimarosa Roma 1959

Teatro della Cometa
Foto di scena Le Trame deluse di Domenico Cimarosa Roma 1959

Tomaso Buzzi, Il teatro con i palchi divisi dalle colonnette foderate in moiré avorio, 1957

Tomaso Buzzi, Il teatro con i palchi divisi dalle colonnette foderate in moiré avorio, 1957

... un Teatrino ispirato a quelli antichi di corte, cioè un teatro raccolto, prezioso e raffinato nei suoi dettagli

Così viene descritto da Mimì Pecci Blunt il Teatro della Cometa in una lettera del 1959, la cui testimonianza offre una preziosa ricostruzione delle motivazioni che la portarono alla creazione di questo spazio.

L'idea di creare un teatro nasce negli anni precedenti la guerra, in continuità con le iniziative culturali da lei promosse, come la Galleria della Cometa, le conferenze letterarie nel salone del suo palazzo in Piazza d'Aracoeli e i noti Concerti di Primavera. Queste attività evidenziarono la necessità di una sede stabile e adeguata a promuovere la cultura e lo spettacolo.

La svolta avvenne nel 1937 con l'acquisto del palazzetto adiacente all'abitazione dei Pecci Blunt. I coniugi avviarono la trasformazione dell'edificio con un approccio filologico e lungimirante: mantenendo intatta la facciata storica, modificarono gli interni per adattarli alla funzione teatrale. I lavori iniziali furono affidati all'ingegnere Stefano Gentiloni Silverj, ma vennero interrotti dallo scoppio del conflitto mondiale. Tornati in Italia, decisero di riprendere e portare a termine il progetto. L'incarico fu affidato all'architetto Tomaso Buzzi, che, secondo le parole di Mimì, realizzò un "vero 'tour de force' di abilità e di genialità".

Il teatro fu concepito con una struttura semplice, composta da platea, parterre e due gallerie. Grazie a soluzioni ingegneristiche, lo spazio prese forma e il 17 novembre 1958 fu inaugurato con la rappresentazione dell'opera I capricci di Marianna di Alfred de Musset, sotto la direzione artistica di Linda Chittaro. La gestione durò una sola stagione; nel novembre dell'anno successivo la direzione passò all'impresario Remigio Paone, figura di rilievo nel panorama del teatro italiano e fondatore del Teatro Nuovo di Milano.

Negli anni Sessanta, sotto la direzione di Diego Fabbri, il Teatro della Cometa visse un periodo di grande rinnovamento e sperimentazione. Il teatro ospitò opere di autori contemporanei come Beckett, Ionesco e Stravinskij dirette da figure di primo piano come Giorgio Strehler, concerti e spettacoli di prosa e lirica. L'importanza culturale del teatro fu riconosciuta anche da Antonio Muñoz, che lo definì un "gioiello d'arte alle pendici del Campidoglio".

Nel 1968, un cortocircuito nella zona del palcoscenico provocò un incendio che distrusse interamente il teatro. Dopo la morte di Mimì, l'edificio rimase chiuso per circa diciassette anni, fino a quando, nel 1986, la figlia Viviana decise di riaprire lo spazio con la collaborazione dell'ingegnere Giorgio Barattolo. I lavori di ricostruzione furono affidati all'architetto Alberto Filippi.

La gestione del teatro fu affidata a Giorgio Barattolo per oltre trent'anni, fino al passaggio di consegne avvenuto nel 2020.

Il Bal Blanc, Parigi, 1930 Foto di Paul O'Doyé

Il Bal Blanc, Parigi, 1930. Foto di Paul O'Doyé

Mimì Pecci Blunt

Mimì Pecci Blunt, Villa Reale di Marlia, Lucca, settembre 1958

Mimì Pecci Blunt, Villa Reale di Marlia, Lucca, settembre 1958

Tomaso Buzzi, Ingresso del parterre, 1956-7

Tomaso Buzzi, Ingresso del parterre, 1956-7

Tomaso Buzzi, Il teatro con i palchi divisi dalle colonnette foderate in moiré avorio, 1957

Mimì Pecci Blunt con Mirko Basaldella, Corrado Cagli, Sibilla Aleramo, Alberto Moravia, Giuseppe Ungaretti, forse Madame de Chambrun, Libero de Libero, Galleria della Cometa, Roma 1936

Anna Laetitia Pecci Blunt, meglio conosciuta come Mimì, nacque a Roma il 15 marzo 1885. Figlia del Conte Camillo Pecci, Capo della Guardia Nobile Pontificia e nipote di Papa Leone XIII, e di Silvia Bueno y Garzón, nobildonna spagnola di origine cubana, Mimì crebbe in un ambiente fortemente orientato alla cultura e alle arti.

Nel dopoguerra si trasferì a Parigi. La capitale francese, in quel periodo crocevia di intellettuali, pittori e musicisti, offriva uno scenario unico, dove le relazioni personali e artistiche si intrecciavano nei salotti letterari e nei caffè più alla moda. Fu proprio in questo contesto cosmopolita che conobbe Cecil Blumenthal, banchiere newyorkese e collezionista d'arte, che sposò nel 1919.

La coppia si stabilì in un hôtel particulier al 32 di rue de Babylone, dove il salotto di Mimì divenne uno dei luoghi più vivaci della scena parigina, frequentato da artisti e intellettuali come Salvador Dalì, Paul Valéry e Jean Cocteau. Tra le iniziative più celebri vi furono i balli in costume, come il Bal Blanc del 1930, definito da Vogue "il ballo più spettacolare della stagione parigina".

Negli stessi anni, Mimì orientò il proprio interesse verso l'Italia, trascorrendovi frequenti periodi di villeggiatura. Nel 1923 acquistò con il marito la Villa Reale di Marlia in Toscana, appartenuta a Elena Bonaparte, sorella di Napoleone. Nel 1929, acquisirono anche Palazzo Malatesta a Roma, un edificio cinquecentesco progettato da Giacomo della Porta.

A Roma, Mimì proseguì il suo mecenatismo, organizzando dal 1933 i Concerti di Primavera con i musicisti Goffredo Petrassi, Vittorio Rieti e Mario Labroca, dedicati alla musica classica e contemporanea. Nel 1935, insieme al poeta Libero De Libero, fondò la Galleria della Cometa, il cui nome si ispirava all'emblema araldico della famiglia Pecci, inaugurata con una mostra di disegni di Corrado Cagli. La galleria si distinse rapidamente nel panorama artistico dell'epoca e nel 1937 aprì The Cometa Art Gallery a New York. Tuttavia, a causa delle leggi razziali nel 1938 e le pressioni da parte della stampa fascista, la galleria fu costretta a chiudere.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la famiglia si trasferì negli Stati Uniti. Tornata in Italia, Mimì riprese con entusiasmo le proprie attività. In seguito, nel 1956, si dedicò ai lavori per la costruzione di un teatro nello spazio annesso al palazzo. Inaugurato nel 1958, il Teatro della Cometa ospitò spettacoli di drammaturgia contemporanea, concerti e opere di rinomati autori. L'attività del teatro fu interrotta nel 1968 da un incendio, ma nel 1986 fu riaperto dalla figlia Viviana Pecci Blunt con la collaborazione dell'Ingegnere Giorgio Barattolo.

Nel corso della sua vita, Mimì fu riconosciuta a livello internazionale per il suo impegno nella promozione della cultura e delle arti. Ricevette la medaglia d'oro per l'Arte e la Cultura dal Governo italiano e fu insignita della Légion d'Honneur dal Governo francese. Anna Laetitia Pecci Blunt morì il 29 ottobre 1971 nella sua residenza di Marlia.

Tomaso Buzzi, Idee per lampadari, 1957

Tomaso Buzzi,
Idee per lampadari, 1957

Il progetto di Buzzi e il restauro

Tomaso Buzzi, Decorazione della sala con l'architettura in movimento, 1957

Tomaso Buzzi, Decorazione
della sala con l'architettura
in movimento
, 1957

Nel 1956, l'architetto Tomaso Buzzi ricevette dai conti Pecci Blunt l'incarico di progettare il Teatro della Cometa, in un fabbricato adiacente al loro palazzo in Piazza d'Aracoeli a Roma.

Il progetto prevedeva una pianta rettangolare su più livelli: un seminterrato destinato a locali di servizio, un piano terra con ingresso e ambienti accessori, un primo piano a doppia altezza con la grande sala, una galleria concava e il palcoscenico, e un ultimo livello, più ridotto, ricavato nel sottotetto.

La funzione del teatro, simile a quella dei salotti dei conti Pecci Blunt, era attrarre e guidare il pubblico. Ispirato a questa visione, Buzzi progettò lampadari a forma di astri e stelle comete, posizionandoli lungo i percorsi principali per orientare gli spettatori. Particolare attenzione fu data anche agli aspetti progettuali, ottimizzando la forma planimetrica, l'orientamento dei palchetti, l'apertura del palco e l'assetto scenico complessivo.

Il 18 ottobre 1968, un incendio causato da un corto circuito distrusse il teatro.

Dopo un lungo periodo di inattività, nel 2020 lo spazio è stato sottoposto a un importante intervento di restauro e recupero. Il nuovo progetto a cura di Fabio Tudisco e Andrea Panzini, in continuità con la visione originaria, ha visto il recupero di elementi storici progettati da Tomaso Buzzi e Virgilio Marchi, come le porte in ottone, i lampadari e la macchina di scena. Il girevole del palco, inattivo dal 1968, è stato ripristinato. Inoltre sono stati migliorati l'accessibilità e la visibilità per il pubblico come il ripristino di un foyer affacciato sul giardino di Palazzo Pecci Blunt.

Il Teatro della Cometa oggi – tra ricerca e performatività

Tomaso Buzzi, Il Palcoscenico con la scena fissa e la sala con decorazione cinquecentesca, 1957

Tomaso Buzzi, Il Palcoscenico con la scena fissa e la sala con decorazione cinquecentesca, 1957

Il Teatro della Cometa riapre il 25 maggio 2025, inaugurando una nuova fase della sua storia e riaffermando il suo ruolo nella scena culturale romana. Con una programmazione multidisciplinare che affianca alla prosa danza, musica, performance e rassegne internazionali, il Teatro della Cometa si propone come uno spazio vivo, accessibile e sperimentale.

Il teatro si configura come un'opera aperta, radicata nella memoria ma orientata al futuro, luogo di incontro tra linguaggi e generazioni. Accoglierà progetti inediti, nuove drammaturgie e adattamenti contemporanei, promuovendo il dialogo tra artisti affermati e giovani talenti. Al centro, una visione inclusiva, intesa a valorizzare la pluralità dei codici espressivi, offrendo uno spazio critico per la sperimentazione, il confronto e lo scambio.

Parte integrante dell'offerta culturale è un public program articolato in workshop, residenze, incontri e conversazioni, pensato per attivare un confronto costante con la città e le sue comunità creative. Prende inoltre avvio un centro di documentazione dedicato all'archivio storico del teatro, risorsa preziosa per lo studio della scena culturale del secondo dopoguerra, che sarà digitalizzato e reso accessibile.

La nuova identità visiva, curata dallo Studio Sonnoli, si ispira al collage e alla poesia visiva: immagini e parole tratte dalla contemporaneità vengono rielaborate e assemblate con ironia e forza evocativa, in linea con lo spirito sfidante e poliedrico di Mimì Pecci Blunt.

Il Teatro della Cometa vuole offrire una combinazione stimolante e coinvolgente di esperienze artistiche rivolgendosi al pubblico locale e internazionale. Una piattaforma per dare spazio e visibilità ad artisti e idee offrendo una panoramica selettiva ma ampia della cultura contemporanea in una prospettiva multidisciplinare.

Oggi, in dialogo con la sua storia, il Teatro della Cometa guarda al presente e al futuro come spazio di sperimentazione, pensiero critico e incontro tra linguaggi: un luogo che continua a reinventarsi.

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